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Prima l’Umanità, o prima gli affari interni di Olanda e Germania? L’UE dovrà rispondere

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di Diego Romeo #Primalumanita twitter@gaiaitaliacom #Politica

 

Negli ultimi giorni, acconto al bollettino medico serale della Protezione Civile, si inizia a discutere sugli aiuti economici che il governo adotterà per far fronte a questa grande crisi sanitaria che alla fine lascerà in eredità, oltre a tanto dolore, anche una ben più grande crisi economica. Tralasciando, per il momento, la discussione fra sostenitori e detrattori del governo Conte bis e le sue manovre, quello che m i ha più colpito è stata la richiesta di aiuto dei paesi mediterranei, per il momento fra i più colpiti dal COVID19, all’Unione Europea.

Una richiesta che all’inizio ha trovato il benestare della Commissione Europea e non solo. La presidente Von der Leyen diceva infatti: «Cara Italia, cari italiani, non vi lasceremo soli…». Solo per citare il caso più esplicito. Dalla richiesta di aiuto dei paesi mediterranei, Italia in primis, ci si è attivati immediatamente per trovare una soluzione comune per far fronte a questa emergenza sanitaria ed economica. Quindi si è iniziato a parlare di attivare il MES, famoso Fondo Salva Stati, o di creare gli Eurobond (meglio conosciuti come i Coronabond). Questi due strumenti, solo per citare i più gettonati, ovviamente si basano sia sul PIL (Prodotto interno lordo) dei singoli stati-membri, che sullo Spread. Quindi su due fattori che faranno pesare di più gli aiuti sui paesi con meno problemi economici e con i conti in ordine tipo la Germania e l’Olanda. E proprio Germania e Olanda, nelle ultime ore, hanno posto un pesante veto sugli aiuti da dare ai paesi mediterranei.

Ora si può discutere all’infinito se la Germania e l’Olanda abbiano o meno ragione e se questi due strumenti economici siano più o meno efficaci per far fronte a questa crisi. Ma a mio avviso il problema è un altro. Per me, in questi giorni, si deve scogliere definitivamente il nodo di cosa intendiamo (e vogliamo) noi per Europa. Mi spiego meglio. Noi intendiamo l’Europa solo come un’unione economica di mercati? Se sì, allora la perplessità di Germania e Olanda sono più che lecite e quindi è giusto che portino avanti le loro richieste, anche a scapito dell’Italia.

Se, invece, noi pensiamo all’Europa come una vera e propria unione, non solo economica ma anche politica e umana, allora la Germania è l’Olanda sbagliano e rischiano di far deragliare definitivamente l’idea e il sogno di una Europa unita. Con somma gioia di tutti quei partiti populisti e anti europeisti come la Lega e FDI. Io personalmente, sono per la seconda idea di Europa. Ovvero un Unione vera di stati, con una politica unitiva e di sostegno reciproco, con un leader unico (eletto fra i vari stati membri) e non con una egemonia economica di uno stato su un altro. Che poi sia la Germania, la Francia o l’Italia, a guidare questa nuova Europa poco importa.

Quindi a mio avviso il problema è più profondo del metodo economico da adottare per far fronte a questa ennesima crisi (forse la più grande delle tre ultime crisi, ovvero quella Economica, quella migratoria e quella sanitaria), e si gioca sul cosa si vuole far diventare questa Europa. Con il rischio che questa possa essere l’ultima occasione di creare una vera Europa Unita.

 

(30 marzo 2020)

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