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Se Nicola Zingaretti volesse spiegare questa storia della mascherine farebbe un favore anche a se stesso

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di Giovanna Di Rosa #Lopinione twitter@gaiaitaliacom #PD

 

Vede segretario Zingaretti, non è per antipatia personale che Le scrivo così confidenzialmente, anche se francamente Lei è per me indigeribile, soprattutto politicamente parlando, rappresentando Lei e tutto il cucuzzaro al Suo seguito il conservatorismo poltronifero, da non confondersi con soporifero altrimenti mi rivolgerei a Gianni Cuperlo e non a Lei, ma per aurea necessità di chiarezza. Il problema, come nel caso di Salvini e Ceccardi, riguarda le mascherine. Certo i motivi sono altri.

Cerco di spiegarmi. Il Secolo d’Italia, non certo un giornale vicino alle Sue posizioni, accusa la sparizione di 15milioni di euro dal bilancio della regione per questioni di mascherine, con le accuse gridate con il solito stile gridato dei fratellastri d’Italia di Fratelli d’Italia, accusa secondo la quale Lei sarebbe responsabile, naturalmente. Perché ci vuole sempre un responsabile. Il Secolo d’Italia racconta così il “j’accuse è di Chiara Colosimo, che ha scoperchiato il caso Enotech”. In cosa consiste questo “scoperchiamento”? Citiamo di nuovo il quotidiano.

Sulla vicenda mascherine la Giunta Zingaretti ci è venuta a dire che un’azienda può prendere quindici milioni di euro pubblici. E farli sparire. L’amministrazione ha gettato la spugna davanti a una società di lampadine. Che ad oggi si è ben guardata di restituirli se non una minima parte (…) in tutti questi mesi la Regione ha prodotto solamente un decreto ingiuntivo. Che, presentato a una società con capitale sociale di diecimila euro, equivale a non aver fatto nulla. Una vicenda vergognosa che rappresenta la pagina più nera e il punto più basso raggiunto dalla politica regionale”.

Lei sa meglio di me che la destra sulle mascherine ha le idee confuse: o sono tricolori o non le indossano neanche e in questi giorni hanno i nervi scoperti: Fontana di qua, scoperchiatori di pentoloni di là, inaugurazione di sedi della Lega a Bologna con due Sardine identificate perché mostrano un cartello (non sarà mai troppo tardi, segretario Zingaretti, l’eliminazione degli illiberali e filo-russi per ispirazione decreti Salvini) e quindici milioni che non ritornano indietro alla Regione fanno un po’ incazzare. Proprio per l’idea dei 15 milioni in sé, non per le mascherine figurarsi… L’ultra-destra non può certo inalberarsi sulle mascherine visto lo scarso uso che ne fanno.

Poi è vero che possono incazzarsi poco anche sulle presunte disonestà considerando ciò che accade ai loro consiglieri in Calabria. Tuttavia ci sentiamo di offrirle un consiglio. Un consiglio del quale lei non ha certamente bisogno, essendo perfettamente in grado di fare castronerie da solo o insieme alla sua segreteria di conservatori poltronisti.

Parli della questione, segretario Zingaretti. Parli e la chiarisca questa faccenda che fa imbestialire Fratelli d’Italia o degli urlatori; la spieghi per la Regione, per il PD e per chiarezza. Lei è piacione, è capace e parla molto, non le chiediamo di fare sintesi.

Una spiegazione sarà utile al paese e potrebbe marcare una differenza. Quella fondamentale tra chi grida stupidaggini ad uso politico e chi ad uso politico parla pacatamente e non se ne sta zitto dando adito a chissà quali fantasiose ricostruzioni. Perché Lei è segretario di un partito, il PD, che nonostante il PD è anche in grado di offrire politici che sanno governare. Magari va ricordato. Poi faccia Lei.

 

(26 luglio 2020)

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