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“Chi nega il Coronavirus va punito come chi nega la Shoah”: o di come Zaia sta cuocendo a fuoco lento Matteo Salvini

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di Giancarlo Grassi #Lega twitter@gaiaitaliacom #Covid19

 

Eccola la “nova linea” istituzionale e politicamente correttissima della Lega di Salvini che si sta sbarazzando di Salvini – che non è preda della cattiveria delle istituzioni, ma è preda di se stesso e del suo egotismo oltre che del suo delirio di onnipotenza – una linea “istituzionalmente correttissima” dove il nuovo leader in pectore rilascia dichiarazioni di buon senso, senza dimenticare la posizione forcaiola – giustificatissima in un discorso di Zaia… Mai dimenticare che il forcaiolismo è il marchio di fabbrica della Lega.

Eccolo Zaia che stava già lì quando Galan sembrava il paladino dell’onestà, prima della galera, diciamo, che oggi dall’augusto trono di presidente onnipotente del Veneto con beatificazione certa nel post-vita terrena dopo i miracoli compiuti nella lotta al Covid-19 e dopo avere sbugiardato Matteo Salvini in più occasioni, riprendendolo sull’uso della mascherina che per Zaia “va indossata”, che si trasforma nel paladino dell’ordine e dei buoni consigli. Che gran figli di buona donna questi leghisti!, lo diciamo quasi con ammirazione: sono abilissimi nel rimescolare le carte e nel tirare fuori il leader buono al momento giusto, ma non bisogna cascarci. I leghisti non sono buoni. Sono leghisti e vogliono il potere. Lo possono volere, ed usare, in maniera più o meno bieca, ma quello vogliono.

Così Zaia usa il suo, perché alla premiata ditta Salvini-Fontana non gli dice bene nelle ultime settimane, e si prepara al futuro: ″È pieno di terrapiattisti, di gente che nega la Shoah. Io dico che bisognerebbe fare una legge severa contro chi nega l’evidenza”, dice uno spericolato Zaia che sembra dimenticarsi di essere il più votato del Reame, ma siccome non ci si dimentica mai di essere leghisti, ecco il cerchiobottismo di democristiana memoria che spunta ed afferma “Noi in Veneto abbiamo oggi un’incidenza dei contagi che è sotto lo 0,6 per mille, cioè se avessimo una piazza con 1.000 persone, non ne avremmo neanche una contagiata. Il contagio sta crollando”, affermazione pericolosissima, ma non è che puoi cambiare linea politica in 24 ore. Ti tocca tastare il terreno.

Dicono le sguattere da pettegolezzo che a Zaia non sia andata troppo giù la faccenda delle ciliege delle quali Salvini si ingozzava mentre il governatore del Veneto parlava di bambini uccisi da un batterio, ma si sa quanto peso bisogna dare alle sguattere da pettegolezzo: moltissimo. Così tocca leggere l’articolo dell’Huffington Post dove Zaia dice molto, tanto, troppo, e soprattutto tasta il terreno per capire meglio da dove cominciare a far fuori Matteo Salvini.

 

(1 agosto 2020)

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