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Il ministro degli Esteri Di Maio è muto

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di Redazione #Politica twitter@gaiaitaliacom #Esteri

 

Sembra impossibile, ma anche l’Italia ha un ministro degli Esteri. E un sottosegretario che chiama libici i libanesi, poi corregge il tiro, perché nella foga dell’enfasi dell’empatia del momento dell’emozione della tragedia succede che ci si sbaglia a scrivere un tweet e con tutti ‘sti nomi una confusione…

Ecco… il tweet poi corretto di Manlio Di Stefano è l’unico segno di vita che arriva dalla Farnesina, fino a questo momento, sul fronte della tragedia di Beirut. Se otto ore vi sembran poche andate voi a lavorar…

Luigi Di Maio è muto. Non che sia una novità. Almeno a stare zitto quando non sa che dire ha imparato, ma ci aspettiamo a breve un video, o qualche altro tipo di comunicazione che sia all’altezza del ruolino pubblico ritagliato per l’ex capo politico del M5S alla Farnesina dove un ministro degli Esteri di così poca competenza forse non s’è mai visto.

In quella storia del resto, quella di Beirut non quella di Di Maio, sono del resto potenzialmente implicate forze che il M5S della pregiata ditta Casaleggio & Grillo non si è mai del tutto dissociata – Iran, Pasdaran, Hezbollah, Putin, Erdogan,mica attorucoli come certuni – ed è comprensibile l’imbarazzo di un uomo che poco sa, poco dice e ancor meno fa. Del resto non è che abbia proprio le mani libere, perché nel suo partito c’è uno come Alessandro Di Battista che in Iran ci va per fare quelli che lui chiama reportage, che è sempre meglio che lavorare, convinto che abbiano un interesse giornalistico, politico e storico. E non è proprio che in Iran a fare i reportage ci vai quando cazzo ti pare, ci vuole almeno qualche aderenza. E sapere come averla.

Dunque mentre aspettiamo il verbo di Luigi Di Maio, cioè del Signor ministro degli Esteri, rendiamo noto che proprio recentemente il Ministro Di Maio ha avuto un colloquio con l’Alto Rappresentante UE per la Politica estera e di sicurezza, Josep Borrell Fontelles, con il quale ha parlato di immigrazione dalla Tunisia e naturalmente di Libia, non sappiamo se solo in onore al tweet poi corretto del suo sottosegretario. Su Beirut prima di parlare toccherà anche sapere cosa dire.

 

(5 agosto 2020)

©gaiaitalia.com 2020 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 

 





 

 

 

 

 




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